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Castello di Vezio

Vezio, all’inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall’altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo A.C.

L’arrivo di questi ultimi e le scorrerie che ne seguirono obbligarono gli indigeni o ad assoggettarsi ai nuovi venuti o a spostarsi verso zone meno ospitali, quali potevano essere le vallate prealpine.

Nel nostro comprensorio, ad esempio, si ha notizia di stanziamenti liguri ad Esino, con sovrapposizione nella parte superiore di gruppi celtici e in quella inferiore di elementi romani. Questi ultimi, in seguito, fortificarono il promontorio di san Vittore come caposaldo della loro presenza. Vezio, quindi, può dirsi, per analogia, antichissima.

Esteso il loro dominio in Lombardia, i romani si trovarono a dover arginare le incursioni dei popoli alpini, definitivamente assoggettati da Ottaviano nel 27 A.C. Per facilitare il flusso degli eserciti e dei rifornimenti realizzarono una grande rete stradale, rendendo agibili i passi piu’ importanti. Cio’ determino’ un clima di collaborazione con le comunita’ delle zone conquistate, creando benessere e distensione, che condusse alla romanizzazione dei territori e alla instaurazione della cosiddetta “civilta’ gallo-romana”.

La difesa delle vie di comunicazione fu affidata ai federati gallici e la minaccia dei barbari, che premevano ai confini, favorì  la costruzione di opere di sbarramento.

A Vezio, dunque, venne eretta una fortificazione che facilitava il controllo della via della Riviera e delle sponde del sottostante lago, sul cui promontorio, nel frattempo, era sorta Varenna, punto d’attracco del naviglio commerciale e militare della zona.

Il perimetro delle mura e delle opere difensive di Vezio si estendeva presumibilmente dalla Foppa allo sperone a strapiombo su cui si erge il castello. All’interno di questo perimetro sorgevano le abitazioni ed i magazzini delle cui fondamenta sono visibili tutt’oggi l’imponenza e la perfezione muraria in molte cantine del centro storico.

Che fosse stato teatro di cruenti ed accaniti scontri lo dimostrano i rinvenimenti di armi e di resti umani di varie epoche ed origini.

I reperti piu’ importanti si trovano nei musei di Como, Sondrio, Lecco ed Esino.

Nel 1891 vennero alla luce alcune tombe dell’eta’ del ferro e nel 1955-56, durante i lavori di ricostruzione del castello ad opera della famiglia Greppi, attuale proprietaria, affiorarono punte di frecce in ferro con cuspide triangolare, spade ed elmi.

La torre presenta una merlatura quadrata uguale a quella del castello di Cly in Valle d’Aosta. A detta del Prof. Bodo Abcard, esperto in materia, essa e’ uno degli esemplari piu’ tipici nel suo genere.

La rocca seguì  verosimilmente le sorti di Varenna, alla quale era stata unita da mura che, come due lunghe braccia, scendevano fino al lago a difesa del borgo lacustre.

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 La leggenda raccontata da Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico nel suo libro “Larius” provvede alla mancanza di informazioni riguardanti quel citato periodo.

Egli narra che la famosa Teodolinda, regina dei Longobardi, trascorrendo i suoi ultimi anni a Perledo, avrebbe fatto costruire la chiesa di San Martino con l’antico campanile a forma di torre, ed il castello di Vezio unitamento all’oratorio di Sant’Antonio per lasciare una traccia visibile della sua fede nel Cristianesimo.

In Lombardia molte sono le localita’ che rivendicano tale tradizione, tuttavia si deve tener conto che l’ordinamento longobardo doveva munirsi di migliori difese militari.

Nel caso di Vezio e’ evidente l’interesse alla ricostruzione del castello andato distrutto a seguito di eventi bellici non precisati.

L’edificio, così  com’e’ giunto ai nostri giorni, presenta caratteristiche costruttive di epoca medievale.

Ogni comune allora era cinto da spesse mura, e i castelli e le torri, disseminate sulle alture, avevano per lo piu’ funzione di avvistamento o di punti obbligati per la riscossione dei pedaggi.

E’ evidente che quando le soldaresche avverse cercarono di penetrare in Varenna, provenendo dal lago, non trovarono nessun castello davanti a sé, bensì solide mura e validi difensori.

Il castello non si trovo’ coinvolto, se non marginalmente, nemmeno nel 1244, quando per la prima volta Varenna fu distrutta dai comaschi, ai quali si era ribellata; la popolazione trovo’ rifugio nel maniero che, per la sua posizione, era inespugnabile ed in esso i varennesi ritemprarono gli animi e la forza per ribellarsi di nuovo, quattro anni dopo, durante il giogo comasco.

Anche in questa occasione Varenna venne messa a ferro e fuoco, ma il castello resistette.

Vezio vide trascorrere le Signorie dei Visconti e dei Torriani, le dominazioni dei francesi e degli spagnoli, così  come sopporto’ i decreti dei veneti e dei signori di Bergamo.

Divenne, con Varenna, un feudo vescovile, quindi passo’ ai Dal Verme e ad altri ancora sinché non ne vennero investiti il conte Francesco Sfondrati ed i suoi eredi.

L’investitura della costruzione passo’ nel 1631 a Giovanni Antonio de’ Tarelli e l’affittanza, venticinque anni dopo, ad Antonio Tarelli.

In questo periodo il castello venne addirittura riedificato piu’ che riattato.

In merito alla famiglia Tarelli, occorre sottolineare che fu decimata dalla peste che imperverso’ tra il novembre del 1629 e il marzo del 1630.

L’ultima discendente di questa famiglia e’ scomparsa in tempi recenti (1959); nel cimitero di Vezio esiste la sua lapide commemorativa.

Nel 1778, l’infeudamento di Varenna passo’ alla famiglia Serbelloni, la cui congiunta, Crivelli Serbelloni, mantenne il possesso della torre di Vezio fino all’Ottocento.

Una curiosità ci è infine fornita dalle mappe catastali: l’abitato di Vezio si trova nel Comune di Perledo, mentre il Castello e le pertinenze appartengono al territorio del Comune di Varenna.

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Spettacolo di Falconeria

Gli orari degli spettacoli vengono definiti settimanalmente, anche se indicativamente hanno luogo verso le ore 15; sono comunque soggetti a modifiche giornaliere. Si prega di controllare sul sito web del Castello il giorno precedente alla visita o di contattare il referente al numero +39 348 8242504.

Orari di apertura e tariffe

Dal  7 marzo al 2 novembre
Tutti i giorni
Chiuso in caso di maltempo

Marzo e ottobre dal lunedì al venerdì: dalle 10:00 alle 17:00 sabato e domenica: dalle 10:00 alle 18:00
Aprile tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00
Maggio dal lunedì al venerdì: dalle 10:00 alle 18:00 sabato e domenica: dalle 10:00 alle 19:00
Giugno tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00
Luglio e Agosto dal lunedì a venerdì: dalle 10:00 alle 19:00 Sabato e domenica: dalle 10:00 alle 20:00
Settembre dal lunedì al venerdì: dalle 10:00 alle 18:00 sabato e domenica: dalle 10:00 alle 19:00

ANIMALI NON AMMESSI

Biglietto intero: € 4,00
Biglietto ridotto: € 3,00 (gruppi composti da più di 12 persone, anziani oltre i 65 anni, militari, tesserati Touring, tesserati CAI, studenti universitari muniti di tesserino)
Biglietto ridotto: € 2,00 (bambini dai 6 ai 12 anni)
Gratuito: residenti a Varenna e Perledo, persone disabili con accompagnatore, bambini fino ai 6 anni

(Testi da www.castellodivezio.it)

 

Contatti

T +39 348 8242504

M info@castellodivezio.it

W www.castellodivezio.it



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